Ho appena letto una notizia che mi ha lasciata perplessa: è stata bloccata la distribuzione della Red Bull in sei regioni della Germania, con l’ordine di ritiro dal mercato della bevanda già in circolazione.

Il motivo?

Venerdi le autorità sanitarie della Westfalia hanno diffuso analisi che dimostrano come la Red Bull contiene 0.4 microgrammi di cocaina ogni litro di bevanda.

A seguito di questo, altre cinque regioni tedesche hanno imposto il blocco, aprendo indagini per verificare che non siano state violate le rigide normative anti-droga.

Nel frattempo, la Red Bull ha rilasciato un comunicato ufficiale dove dichiara che la bevanda è assolutamente innocua e commercializzabile sia negli Stati Uniti che in Europa.

La compagnia produttrice ha aggiunto che le foglie di coca sono normalmente utilizzate per aromatizzare le bevande in commercio, e che un test eseguito nei loro laboratori dimostra che non ci sono residui di cocaina.

Ieri l’Ufficio Generale di Prevenzione Rischi della Germania ha dichiarato che i livelli di cocaina trovati sono ad un livello poco pericoloso per la salute, e che comunque rilascerà un rapporto più dettagliato mercoledi.

La domanda però mi sorge: posto che la Red Bull contenga una minima dose di cocaina che non può danneggiare la salute, è però sufficiente per creare una sorta di dipendenza dalla bevanda?